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I consigli di Rosanna

Impariamo a riconoscere un pellet di qualità

Come imparare a riconoscere un pellet di qualità.

Negli ultimi anni ha preso sempre più piede la stufa a pellet che ci accompagna durante i mesi più freddi tenendo la casa al caldo ma, vi siete mai chiesti quanto può fare una grande differenza per la stufa e per il calore degli ambienti il pellet di buona qualità?
Partiamo dal fatto che migliore è la qualità del combustibile e meglio funzionerà la stufa ma non solo, quest’ultima si sporcherà di meno, avrà una migliore resa calorica e soprattutto non ci sarà il rischio che si danneggi in poco tempo.
Dunque quando acquistiamo un sacco di pellet dobbiamo fare attenzione a 4 cose:
– Potere calorifero
– I residui di cenere
– Il tasso di umidità
– Le certificazioni di qualità
Tutte queste caratteristiche devono essere riportate sull’etichetta e se assenti, evitare l’acquisto!

Potere calorifero
Essendo il pellet ricavato dal legno, dovrà avere una buona resa calorica, infatti se sull’etichetta viene riportato un valore alto significa che il combustibile è di buona qualità ed una buona resa dovrà aggirarsi tra i 4,5 – 5 kWh/Kg.

I residui di cenere
Un ottimo pellet produrrà sempre poca cenere infatti dovrà essere sempre inferiore all’1% come riportato sull’etichetta. Prendendo un pellet scadente, oltre a perdere molto tempo a pulire tutta la stufa, creerà intasamenti e talvolta anche malfunzionamenti alla stufa stessa.

Il tasso di umidità
Altro dato importante è il tasso di umidità che dovrà essere sempre inferiore al 10%, infatti meno umidità ci sarà e più potere calorico avrà. Al contrario se il pellet è più umido, oltre a produrre meno calore, conterrà molte più resine che durante la combustione si attaccheranno alle pareti e nella canna fumaria della stufa e saranno difficilissime da rimuovere.

Le certificazioni di qualità
Questo forse è il dato più importante che viene sempre riportato sulle etichette e che nel caso non ci fosse, bisogna evitare di acquistare il sacco di pellet. Stiamo parlando delle sigle che certificano la qualità del legno, della filiera di produzione, passando dallo stoccaggio, al trasporto fino alla distribuzione.
La certificazione che troveremo di più in Italia ed Europa è la ENplus divisa a sua volta in tre classi di qualità A1, A2 e B.

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